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Intervento
Perché non amo l'Ultimate Universe di Tiboro
Io non so quanto l'Ultimate Universe abbia successo di questi tempi, in Italia e negli States. Ma una cosa so per certo: non lo amo, neanche un po'.
Ho letto fin dall'inizio Ultimate Spider-Man e Ultimate Fantastic Four. Ho volutamente lasciato da parte gli Ultimate X-Men, perché seguire le serie mutanti è già una fatica se ci si concentra sul tradizionale Universo Marvel, figuriamoci se avevo voglia di duplicare le mie fatiche. Non ho letto, e questa è certamente una mia mancanza, la serie degli Ultimates.
Per quello che ho letto, comunque, avanzo sostanzialmente una riserva:
L'Ultimate Universe nasce dall'esigenza, sempre piú avvertita dagli attuali scrittori e sceneggiatori, di lavorare su un universo supereroistico meno legato dall'opprimente continuity. Ciò dà loro l'opportunità di reinventare situazioni, di reinterpretare vecchi contesti narrativi, e cosí via: scrivendo storie piú smaliziate, piú vicine al gusto dei nostri giorni.
Tecnicamente si può anche dire che l'operazione riesca.
Peccato però che le nuove storie non siano all'altezza delle vecchie. Peccato soprattutto che l'Ultimate Universe denoti una sostanziale incapacità di inventare qualcosa di nuovo.
Sulle pagine di Ultimate Spider-Man il tentativo di reinventare Gwen Stacy ha sortito effetti deludenti. Al personaggio manca tutto lo spessore dell'originale. La morte di Gwen rimane uno dei momenti piú tragici e lirici dell'Universo Marvel. La morte di UU Gwen è un episodio insignificante.
La compianta Jean DeWolff era un personaggio interessante, mancata troppo presto, se si pensa agli sviluppi che avrebbe potuto portare. L'Ultimate JDW sembra buttata lí, non è che una pallida imitazione di ciò che era l'originale.
Ma fino a un certo punto, qui siamo nel campo del gusto individuale.
Ciò che a me pare indiscutibile è che l'esigenza di azzerare la continuity e ripartire con un universo vergine da reinventare, è cosa vecchia.
Negli anni '80 portò alla nascita del New Universe. Che sostanzialmente fu un esperimento fallimentare perché non inventava niente di significativo. Gli scrittori e gli sceneggiatori della casa delle idee si trovarono di fronte all'evidente dimostrazione del fatto che non erano all'altezza degli Stan Lee e dei Roy Thomas degli anni '60 e '70. Non erano in grado di creare un nuovo universo che fosse all'altezza del vecchio.
Accantonato l'ardito esperimento, si pensò allora che piú che inventare qualcosa di nuovo si poteva reinterpretare i vecchi characters. E fu la volta del secondo esperimento: l'universo del 2099.
Un passo avanti rispetto all'esperimento precedente: alcuni sviluppi di queste serie furono interessanti; ma anche l'U2099 non ebbe vita lunga. Le controparti future dei vecchi personaggi non reggevano comunque il confronto con i loro ispiratori: Miguel O'Hara non era Peter Parker, Victor Von Doom forse era Victor Von Doom, ma quanto smalto aveva perduto... e il Punitore del futuro? Il mix di ingredienti era sbagliato. Ancora una volta, non si raggiungeva il livello dell'originale.
Accantonato l'universo del 2099, ecco che la vecchia esigenza si fa risentire. Ma stavolta gli obiettivi sono pesantemente ridimensionati. Non piú nuovi personaggi; non piú reinterpretazioni dei vecchi. L'Ultimate Universe è solo un colpo di spugna. Niente di veramente nuovo. Raccontiamo da capo cose già dette. Magari con meno restrizioni, con meno ingenuità, senza piú un comics code a legarci le mani... tuttavia, niente di nuovo. Tanto mestiere, tanto poca fantasia.
Ecco perché non amo l'Ultimate Universe.
Perché non racconta niente di nuovo, e (cosa piú grave) non inventa niente di nuovo.
Poiché, in sostanza, la verità è che le cose migliori sono state inventate negli anni '60 e negli anni '70. In seguito, sono state raccontate bellissime storie, ma la capacità di inventare qualcosa di eccezionale partendo da zero, quella è proprio andata perduta.
Tiboro (20 luglio 2007)
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